Corsi e ricorsi di una storia tragica

Siracusa 17/10/2019

 

 

Corsi e ricorsi di una storia tragica

Cari Signori  il Dossier IAS è ampio e variegato . In Ufficio ho faldoni di documenti che spiegano in maniera ineludibile l’intenzione criminosa di lucrare sulla salute della gente. In queste carte denunciavo che la madre di tutti i mali riguardante l’inquinamento nella zona industriale era il depuratore biologico consortile IAS , poiche in quei luoghi confluiscono i reflui industriali di tutta l’area Augusta – Melilli – Priolo . Squallidi individui per decenni  barattavano la salute delle persone per una manciata di denari.  13 anni fa  descrivevo dettagliatamente ciò che succedeva all’interno dell’impianto. Il problema dopo 13 anni permane tale e quale e semmai si sposta dagli squallidi individui suddetti ad un tipo di magistratura che non sa che pesci pigliare.

I fatti:

Fui assunto nel 2004 come responsabile alla manutenzione di tutta la strumentazione elettronica di controllo dell’impianto IAS . Il mio compito era quello di controllare campionatori, ossimetri, phmetri , canali di flusso ecc..Relazionavo tutte le problematiche che riscontravo nell’impianto. Dopo circa 18 mesi di lavoro e dopo decine di relazioni in cui evidenziavo le carenze e le disfunzioni che notavo, le mie lamentele si trasformarono in un licenziamento in tronco ed il ritiro del Pass d’ingresso nello stabilimento. La mia reazione fù una denuncia in procura per inquinamento ambientale .  Nel Maggio 2006 fui convocato come CTU , dalla Procura di Siracusa, insieme al Professore Cammarata dell’Università di Catania per stabilire se gli impianti IAS erano a norma secondo le normative UE e se vi erano comportamenti di gestione fuori norma. Alla richiesta di documentazione riguardanti i vari reparti ci fu dopo una rapida occhiata tra me ed il Prof. Cammarata la consapevolezza che niente era a norma, dato che sin dall’inizio il depuratore era stato progettato per l’acquisizione di reflui civili e non industriali , come da oltre 15 anni funziona. Questo significa che se dalla zona industriale arrivano prodotti di scarto come aromatici ciclici aeriformi (benzene, toluene , xilolo, toluolo) non possono essere abbattuti  poiche l’impianto non è strutturato per farlo. Lo stesso per scarti semisolidi come aggregati metallici ed ossidi di mercurio. Nelle vasche di decantazione vi è di tutto e di più e nell’aria si espandono veleni cancerogeni che riguardano tutto il territorio circostante. Alla nostra richiesta di documentazione, come consulenti della Procura, ci fu risposto che entro 60 giorni ci sarebbe stata inviata la documentazione richiesta, questo con documenti firmati da tutti i CTU. Sono passati 13 anni e niente è stato fatto a tal proposito. Tale documentazione esiste in Procura. Oggi si viene a scoprire che i magistrati attuali hanno fatto la stessa cosa . Sequestrato, perche lo hanno ritenuto non idoneo, il depuratore e dissequestrato dopo pochi mesi. Ci sarà una motivazione per il dissequestro; avranno trasformato il depuratore adattandolo ai reflui industriali? Mi sembra molto difficile che in pochi mesi possono fare tale miracolo dato che la trasformazione comporterebbe un costo economico, di tempo e di competenze straordinario. Forse si vuole  sbloccare la situazione degli scarichi di tali inquinanti nella zona industriale, dato che le industrie che scaricano in IAS avranno i serbatoi pieni e quindi devono se non vogliono fermare la produzione riprendere il gioco delle parti facendo finta insieme ad IAS di depurare tali scarichi? Vedi la valvola pipe-line di By-pass all’ingresso del depuratore. Ci sarà una motivazione per il dissequestro dato che ovviamente ce ne sarà stata una per il sequestro. Sarebbe interessante porre tale domanda a chi di dovere. L’unica cosa certa è che il depuratore NON E’ MAI STATO PROGETTATO PER I REFLUI INDUSTRIALI .  Quindi  l’unica cosa certa è che, come 13 anni fa il depuratore biologico consortile IAS è un’arma biologica puntata sulla popolazione del territorio Melilli – Priolo – Augusta e che i morti per cancro sono da addebitare ai vari dirigenti che si sono succeduti in questi anni nel depuratore e ai magistrati che non prendono decisioni radicali.   .

Giuseppe De Santis –

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