LA RADA DI AUGUSTA 13 ANNI DOPO LE MIE DENUNCE

Siracusa 17/10/2019

 

 

LA RADA DI AUGUSTA 13 ANNI DOPO LE MIE DENUNCE

 

Alla cortese attenzione del Sig. Ministro dell’Ambiente Dr.    Sergio Costa

 

p.c. Presidente della Regione Siciliana Dr.  Sebastiano Musumeci

 

p.c. Sindaco di Augusta Dr.ssa Cettina Di Pietro

 

p.c. Procuratore Capo c/o il Tribunale di Siracusa Dr.ssa Sabrina Gambino

 

p.c. Presidente TAR di Catania Dr. Pancrazio Maria Savasta

 

p.c. Report Rai tre – conduttore Sigfrido Ranucci

 

Oggetto: La reiterazione di un reato che dura da decenni ai danni della salute dei cittadini del comprensorio.

 

Gentili Signori , Vi chiederete sicuramente come mai dopo 13 anni siamo ancora qui a parlare degli stessi reati. Reati di disastro ambientale che in 13 anni ha contribuito a riempire ulteriormente l’enorme serbatoio di sostanze cancerogene che è la rada di Augusta e contemporaneamente a far ammalare e ad uccidere centinaia di persone.  Dopo aver letto l’articolo in cui il Sig. Presidente della Regione Musumeci si dice convinto di avere le idee chiare nel voler svuotare tale enorme arma biochimica, puntata sulla popolazione del  comprensorio ,esistente nei fondali della rada, ritengo utile approfondire l’argomento.

La rada di Augusta ha una superficie di circa 10KM2 (5KM x 2KM) . Convertendo in metri quadri avremo circa 10milioni di M2 . La fanghiglia di veleni che insiste sul fondale è di circa 2 metri , pertanto avremo circa 20 milioni di metri cubi di materiale da sottrarre al fondale marino. (Fonte  Min. Ambiente ) Il Sig. Presidente Musumeci ed i suoi consulenti dicendo di voler ripulire la baia non sanno neanche di cosa parlano. Venti milioni di tonnellate di fanghi devono essere sollevati posizionati su chiatte e dopo sversati in appositi impianti per la lavorazione decontaminante , per poi essere interrati da qualche parte.  Le idee chiare del Sig. Presidente farà morire centinaia di persone , dato che tale imponente quantità di veleni porterà nell’aria centinai di tonnellate di metalli pesanti ed idrocarburi cancerogeni. E’ come spargere un potente insetticida in un luogo dove esistono 100 mila mosche (gli abitanti di Augusta- Melilli- Priolo). La catastrofe è assicurata. Fermate assolutamente questi esperti del nulla se non si vuole vedere morire le persone come se fossero mosche.

Prima di provvedere al risanamento della rada si deve provvedere al risanamento dell’IAS , poiché è l’IAS (depuratore biologico consortile), con i suoi continui sversamenti in mare dei veleni scaricate dalle industrie del comprensorio che ha riempito la rada.

Se lei Sig. Presidente Musumeci ha un rubinetto che perde e le allaga la casa cosa fa asciuga prima i pavimenti o ripara prima il rubinetto. Sarebbe inutile , oltre i pericoli descritti, svuotare la rada se prima non si mette mano al sistema di depurazione che la riempie di continuo. E’ facile spendere denaro pubblico facendo finta di non capire quale è il vero obbiettivo , per poi dopo qualche anno rispendere ancora denaro pubblico poiché la rada si riempie di nuovi veleni. Prima si mette in sicurezza l’impianto di depurazione e si provvede a depurare veramente i reflui industriali che arrivano nel depuratore e dopo si provvede a risanare la rada con una metodologia che esclude la risalita degli inquinanti in superficie , costruendo delle strutture di contenimento dei fanghi in luoghi isolati dall’ambiente esterno. Ricostruire il depuratore consortile e metterlo a norma però metterebbe fine allo spreco  di denaro pubblico . In procura a Siracusa dovrebbero spiegare che fine hanno fatto le indagini aperte nel 2006 quando insieme al Prof. Cammarata dell’Università di Catania siamo entrati su ordine del Procuratore Capo di allora Dr. Rossi nello stabilimento IAS . Da allora niente è stato fatto dalla Procura Aretusea per mettere fine a questo scempio. Adesso sequestrano e dissequestrano il depuratore senza una logica di funzionalità ma solo come teatrino agli occhi dei media . Sarebbe interessante che in Procura spiegassero le motivazioni del dissequestro. Ma a nessuno è passato  per la mente che tra le persone che osservano i vostri operati ci possono essere degli specialisti che conoscono bene la materia e che valutano ciò che fate?

Le mie aspettative di vita sono basse poiché anch’io lavorando in questi luoghi maledetti ho contratto un tumore al colon e da anni mi sottopongo a chemioterapia. Devastanti sono gli effetti collaterali  sia fisici che psicologici . Quello che mi devasta ancora di più però sono le centinai di bambini che al Garibaldi Nesima di Catania sono anch’essi sottoposti a trattamenti chemioterapici ; trattamenti i  cui effetti collaterali in un bimbo non sono accettabili. Pertanto chiedo a tutti gli attori di questo dramma che da 40 anni viene proposto nei nostri territori di unire competenze e titoli nell’affrontare seriamente il problema, mettendo da parte interessi economici e politici  unendoci in uno sforzo collettivo nel risanare seriamente il territorio . Il nostro territorio è talmente bello che può vivere sia di industria 2.0 che di turismo, basta avere un po’ meno ingordigia ed un po’ di più amore per la vita.

              Giuseppe De Santis