CEI – 021 , questa sconosciuta


Di seguito sarà riportata la corrispondenza ufficiale tra la Ecotecnologie e il CEI (Comitato elettrotecnico italiano)


Risposta del CEI e conseguente risposta della Ecotecnologie

Riportiamo la fotocopia della risposta del CEI. Segue la risposta della Ecotecnologie.

 

Risposta Ecotecnologie
 

Siracusa 27-12-2016
Spett. CEI – Comitato Elettrotecnico Italiano
Alla cortese attenzione del presidente Ing. Di Marino
Oggetto: Norma CEI 0-21 e potenziali incongruenze

Gentile Presidente buonasera,
la ringrazio per la risposta concernente la normativa CEI 0-21 che allego per completezza. Inoltre allego gli approfondimenti che abbiamo dovuto pubblicare sul sito per aiutarvi a distinguere tra Inverter fotovoltaici legati alla rete in parallelo con sistema MPPT (Maximum Power Point Tracker), in cui la macchina aggancia la forma d’onda della rete e la modifica verso l’alto in tensione, pompando energia in rete . Gli inverter degli UPS viceversa, creano la sinusoide, attraverso i propri microprocessori, ed alimentano le utenze in isola, non avendo alcun contatto con la rete, se non saltuariamente in prelievo.
 
Lei con questa confortante risposta non ha toccato nessuna delle mie 4 domande. Domande a cui la pletora d’ingegneri che avete come disponibilità Aziendale può sicuramente rispondere. Mi creda la mia non è sterile polemica, il problema esiste e chiedo a voi una mano per risolverlo. Se non date risposte pertinenti ed esaustive dovrò argomentare che, o siete in mala fede (data la presenza di soci fondanti contrari al fatto che 35 milioni di utenti si stacchino dalla rete) o cosa ancora più grave che siete incompetenti, non sapendo distinguere tra un inverter collegato in parallelo alla rete ed un UPS che ha un ingresso in prelievo ed un’uscita sull’utenza. In ogni caso questo vostro traccheggiare sulle risposte da noi giustamente richieste ci crea gravi problemi di mercato. Quindi, ancora una volta Le chiedo, con tutto il rispetto alla sua persona e alla Istituzione che rappresenta, se non avete risposte pertinenti ed esaustive, DITECI CORTESEMENTE ATTRAVERSO UNO SCHEMA A BLOCCHI COMPRENSIBILE, DOVE DOBBIAMO METTERE LA SCHEDA D’INTERFACCIA NEI NOSTRI UPS, IN INGRESSO, IN USCITA…. E DIA UNA SPIEGAZIONE TECNICA DEL MOTIVO PER CUI TALE SCHEDA DEVE ESSERE LI ALLOCATA.
 Caro Presidente se ancora non le è chiaro lei si sta giocando la faccia sua e dell’Istituzione che rappresenta, al di là del danno economico che crea alle PMI del settore. Attendo una sua cortese risposta.
Cordiali saluti
Giuseppe De Santis


Ulteriori chiarimenti su normative utilizzanti ups nei sistemi di accumulo fotovoltaico

 

Alla cortese attenzione del Presidente CEI , Ing. Eugenio Di Marino
Per conoscenza del Presidente della Commissione Tecnica, Ing. Giulio Santagostino
Per conoscenza, Dr.ssa Alessandra Billia Enel spa
Per conoscenza, Ing. Livio Gallo Enel spa
Per conoscenza, Ing. Fabio Giammanco Enel spa

OGGETTO: Comunicazione formale al CEI su normativa CEI 0-21 del 01/08/2016 – Segue RR


 
Gentili Signori,
  la Ecotecnologie R&D srls ha posto alla vostra attenzione indirizzando a vostri funzionari (Visintainer – Vertemati – Bosisio) la problematica dei sistemi di accumulo di quelli che voi definite “Simil UPS” relativamente alla normativa CEI 0-21 pubblicata il 1 Agosto 2016 nell’art. 3.61bis.
In tale normativa definite i nostri Riutilizzatori (termine coniato nel 2001 insieme al deposito di Brevetto Nazionale), come sistemi di accumulo a cui necessita l’applicazione della scheda d’interfaccia come da Norma CEI 0-21. Abbiamo ampiamente spiegato nella nostra ultima mail di risposta che:

“Tale scheda elettronica che sottostà alla normativa CEI 021 ha il solo scopo pratico di impedire, in presenza di rete instabile nei parametri elettrici di tensione e frequenza, di microinterruzioni, di fluttuazioni incontrollate, il fenomeno di Island. Tale fenomeno potrebbe comportare la presenza di tensione in cabine o locali di controllo della rete pubblica dove operatori potrebbero subirne le conseguenze. Gli UPS convenzionali di cui noi ci serviamo operano con i carichi di utenza, cioè la loro linea preferenziale è il carico, non la rete e la sua instabilità. Nonostante ciò gli UPS professionali che obbediscono alle normative CEI EN 62040-1, CEI EN 62040-3 e CEI EN 50171 tuttora in vigore hanno già incorporate sistemi di sgancio dalla rete in presenza di anomalie della rete sia in tensione che in frequenza. Quindi come possono creare l’effetto Island ed aver bisogno della scheda d’interfaccia, quando in ogni caso hanno una linea preferenziale che è rivolta al carico e non alla rete? ”

Nella pubblicazione dell’1 Agosto 2016 giustificate l’obbligatorietà di tale scheda nelle nostre macchine in considerazione di sganci e riagganci dalla rete del distributore IN PRELIEVO E NON IN IMMISSIONE “secondo logiche diverse dalla instabilità o assenza della rete”. Le domande che ci poniamo e che vi poniamo sono:

  1. Qual è razionalmente il motivo tecnico per cui, in relazione al criterio per cui nasce la scheda d’interfaccia posta per motivi di sicurezza negli inverter d’immissione e regolamentata giustamente dalla CEI 0-21, la devo applicare ad un Simil- UPS in cui per il 90% dei tempi operativi permane in isola, relativamente alla rete del distributore ed il rimanente 10% và IN PRELIEVO E NON IN IMMISSIONE COME UN NORMALE CARICO D’UTENZA?
  2. Perché utilizzate il sofismo per cui l’applicabilità della scheda è giustificata in considerazione di ” sganci e riagganci dalla rete secondo logiche diverse dalla instabilità o assenza della rete” ? Qual è il rapporto di questa definizione relativamente alla protezione dall’effetto Island.
  3. In impianti totalmente isolati dalla rete del distributore, qual è la razionalità per cui imponete la CEI 0-21 alle nostre macchine relativamente all’effetto Island per cui è finalizzata la presenza della scheda?
  4. Ammesso di ritenere valide queste vostre richieste fuori da ogni logica, ed essendo la Ecotecnologie R&D azienda seria che vuole permanere nelle normative CEI, indicateci cortesemente come fare ad inserire questa scheda nelle nostre macchine. Dateci questo fondamentale aiuto, diteci dove dobbiamo mettere la scheda d’interfaccia; in Ingresso macchina, in uscita … e confermateci cortesemente il criterio con cui stabilite questo schema applicativo.

PERTANTO:
In considerazione che per statuto “La missione del CEI, quale organismo nazionale “super partes”, è quella di pubblicare in Italia documenti normativi di buona tecnica”, che in questo caso non si applicano, riteniamo come Azienda di subire notevoli danni economici dal fatto di dover rinunciare ad importanti contratti nazionali. Riteniamo inoltre che in assenza di chiari documenti di buona tecnica a cui il vostro Statuto si riferisce, dovremo necessariamente ricorrere alle vie legali e citarvi per danni e falso in comunicazione; cosa grave per l’immagine del vostro Istituto. La citazione per danni avverrà “ad Personam” e non all’Istituzione perché vi riteniamo responsabili diretti di questa falsa normativa.
Un cordiale saluto e buon 2017,
Giuseppe De Santis


Chiarimenti su normative utilizzanti ups nei sistemi di accumulo fotovoltaico

– Richiesta di informazioni inviata dalla Ecotecnologie

Gentile Ing. Vertemati,
mi sono interfacciato con l’Ing. Visintainer che mi ha dato i suoi riferimenti. La prego di darmi una mano a dipanare questa matassa della normativa CEI 0-21 richiesta da parte di nostri clienti nei sistemi UPS da noi installati come accumuli negli impianti d’immissione in rete.

Nella richiesta della Norma CEI 0-21 da parte di nostri clienti per sistemi di accumulo utilizzanti inverter d’immissione (sistemi convenzionali in commercio), non si tiene conto delle innovazioni portate avanti dalla scrivente che non utilizza doppi inverter d’immissione (uno di produzione e uno di accumulo), ma, UPS operanti con un protocollo che gestisce i surplus d’energia non consumati dall’utenza. Tali surplus invece di andare in rete attivano un carico suppletivo (caricabatterie) che immagazzina i kWh non consumati per rilasciarli la sera all’utenza stessa con evidenti vantaggi anche per la rete pubblica. Essendo gli UPS dei sistemi unidirezionali (vedono solo l’utenza e non la rete), non hanno bisogno di schede d’interfaccia che li bloccano in presenza di parametri elettrici di rete fuori norma. PERTANTO BISOGNEREBBE CHIARIRE CHE NEI SISTEMI D’ACCUMULO UTILIZZANTI UPS BASTANO LE NORMATIVE CLASSICHE CHE LI DISTINGUONO.

"Per sistemi di accumulo con UPS devono essere intese unicamente le apparecchiature rispondenti alle Norma EN 62040-1 ed EN 62040-3 o apparecchiature rispondenti alla Norma EN 50171."

A tal proposito le invio un file con schemi comparativi che chiariscono completamente tale equivoco. In ogni caso sono a sua disposizione per ulteriori chiarimenti sulle nostre macchine e sui nostri metodi.

La ringrazio per l’attenzione che vorrà dedicarmi e le invio distinti saluti
Giuseppe De Santis – Direttore Tecnico
3774885391
www.ecotecnologie.org

– Risposta della CEI

Gentile Utente,
in merito al quesito da Lei inviatoci il 7 giugno 2016, si comunica che il tema posto, a seguito della conclusione dell’iter di inchiesta pubblica, è stato chiarito nella nuova edizione della Norma CEI 0-21 pubblicata il 1 Agosto 2016. La invitiamo pertanto alla lettura della stessa con particolare attenzione alla definizione di sistema di accumulo (art. 3.61bis), coordinata con quanto previsto dalle vigenti disposizioni regolatorie.
Di conseguenza, i sistemi del tipo citato devono essere considerati a tutti gli effetti come sistemi di accumulo e sottostare alle relative prove indicate nella norma.

Distinti saluti
CEI – Comitato Elettrotecnico Italiano

Direzione Tecnica
Funzione Technical Policy & Quality
Responsabile Giuseppe Bosisio

– Risposta della Ecotecnologie

Gentile Direttore,
la ringrazio per la risposta ai quesiti da me posti nell’ultima mail inviatale. Devo però rilevare che per mancata conoscenza o perché le logiche che regolano la sua attività devono combaciare con le logiche delle multinazionali che distribuiscono energia e fatturano in modo indebito a milioni di italiani kWh non dovuti (vedi nostro dossier Enel nel sito www.ecotecnologie.org ), lei sconosce le funzioni elettroniche della scheda d’interfaccia di protezione che si pone tra inverter d’immissione ed il punto di consegna della rete pubblica.

Tale scheda elettronica che sottostà alla normativa CEI 021 ha il solo scopo pratico di impedire, in presenza di rete instabile nei parametri elettrici di tensione e frequenza, di microinterruzioni, di fluttuazioni incontrollate, il fenomeno di Island. Tale fenomeno potrebbe comportare la presenza di tensione in cabine o locali di controllo della rete pubblica dove operatori potrebbero subirne le conseguenze.

Gli UPS convenzionali di cui noi ci serviamo operano con i carichi di utenza, cioè la loro linea preferenziale è il carico non la rete e la sua instabilità. Nonostante ciò gli UPS professionali che obbediscono alle normative CEI EN 62040-1, CEI EN 62040-3 e CEI EN 50171 tuttora in vigore hanno già incorporate sistemi di sgancio dalla rete in presenza di anomalie della rete sia in tensione che in frequenza. Quindi come possono creare l’effetto Island ed aver bisogno della scheda d’interfaccia, quando in ogni caso hanno una linea preferenziale che è rivolta al carico e non alla rete?

Lei con la Norma CEI 0-21 pubblicata il 1 Agosto 2016 nell’art. 3.61bis è come se chiedesse ad un costruttore di auto elettriche l’omologazione del serbatoio del carburante. Io per farlo contento le posso dire che il mio serbatoio è a norma e non ci sono pericoli di ogni genere, tanto non esiste… La stessa cosa vale per le nostre macchine, sono talmente sicure di non poter creare l’effetto Island e mettere in pericolo persone e cose che non serve neanche la scheda d’interfaccia con omologazione CEI 021 .. tanto non immettiamo niente in rete. Non saprei neanche dove mettere la scheda d’interfaccia sulle nostre macchine.

Se attraverso sofismi in cui definite non a norma UPS che si sconnettono dalla rete secondo logiche diverse dalla instabilità o assenza della rete e pensate di bloccare il grande processo di abbandono della rete di milioni di utenti attraverso le nostre minicentrali che tra le altre cose rendono la rete più stabile e performante, le do un suggerimento: faccia come me che da oltre 30 anni sono piegato sul banco assemblaggio in laboratori di elettronica dove la prima cosa che vale è la conoscenza ed il sacrificio, studi Sig. Bosisio, si applichi…

Cordiali saluti
Giuseppe De Santis