Protocollo Ecotecnologie


Protocollo Ecotecnologie: costruisci modularmente il tuo impianto

Assemblaggio dell’impianto con metodologia Ibrida

Se hai dubbi o vuoi ulteriori informazioni non esitare a contattarci all’indirizzo info@ecotecnologie.org

Breve riepilogo
Come reso evidente nel file Elettroformazione se si massificasse la Metodologia Ibrida sulla Piattaforma di Protocollo elaborata da Ecotecnologie si potrebbe realizzare una grande rivoluzione nell’ambito energetico.

Di seguito riportiamo sinteticamente le innovazioni e i vantaggi del Metodo Ecotecnologie:

  1. Le nostre macchine
    • sono operative in alta tensione sia mono che trifase;
    • operano in doppia conversione e sono quindi esenti dalle problematiche di commutazione rete-inverter;
    • sono totalmente digitali e hanno rese di conversione vicine al 98% (poiché operano in alte tensioni e basse correnti);
    • possono interfacciare qualsiasi carico d’utenza sulla taglia scelta;
  2. L’utenza è completamente esente dalle problematiche della rete, data la doppia conversione e quindi l’isolamento dell’utenza rispetto alla rete;
  3. L’intero impianto è modulare sia in potenza (macchine parallelabili) che in energia prodotta (stringhe fotovoltaiche) che in energia accumulata (stringhe batterie).

Tutto questo è reso possibile grazie all’esperienza e alla conoscenza accumulate in quest’ambito in oltre 20 anni di ricerca e sviluppo.

Crediamo fermamente che un passo molto importante nell’ottica della diffusione di questo metodo sia rappresentato dalla possibilità di assemblare parti e componenti dell’impianto, così come da protocollo Ecotecnologie, acquistandole gradualmente e quindi integrandole modularmente nell’impianto dell’utenza, come fossero pezzi di un puzzle.

Obiettivi
Uno dei nostri principali obiettivi è dunque quello di creare un mercato della componentistica legata al Riutilizzatore, per garantire a tutti la possibilità di avere, a costi minimi, una macchina in grado di gestire l’energia proveniente da fonti rinnovabili in sinergia con la rete pubblica (o gruppo a combustione) in prelievo e non in immissione.

Obiettivi da raggiungere:

  1. autonomia parziale o totale dalla rete pubblica, con la certezza di poter raggiungere oltre il 90% di isolamento dalla rete e quindi di avere bollette irrisorie se non addirittura al di sotto dei 15 Euro bimestrali;
  2. stabilità e continuità dell’utenza in cui è installato il Riutilizzatore ed il generatore ecocompatibile (FTV-Mini Eolico);
  3. un servizio di assistenza e manutenzione oltre le garanzie tradizionali che coprono ogni possibile problematica nel post-vendita.

Come raggiungerli
È possibile raggiungere tali obbiettivi a costi minimi, costruendo autonomamente il proprio impianto secondo le proprie esigenze.
Di seguito sono elencati i vari step e/o macchine alternative da considerare.

    1. Identificare il tipo di macchina da utilizzare ed il relativo taglio
Riutilizzatore RE
  1. Comprando la singola macchina ed inserendola in modo canonico nell’impianto nella configurazione UPS ci si mette in condizioni di sicurezza relativamente alla stabilità dei parametri elettrici della rete e alla continuità nel caso di mancanza di questa.
  2. Per identificare il tipo di macchina ed il taglio di questa basta sapere se il proprio impianto è mono o trifase e conoscere la potenza contrattuale con il distributore elettrico. Esempio: se abbiamo un impianto monofase da 3,3 kW , il modello di Riutilizzatore confacente a tale utenza è l’RE6000 – 6000va 4,5 kW. Se viceversa il nostro contratto è 4,5 o 6,6 kW il modello relativo è l’RE10000- 10000 VA – 9 kW.
    Per i modelli trifase consultare il laboratorio

 

    1. Identificare i consumi in kWh medi giornalieri e quindi dimensionare il numero di stringhe di FTV da installare
Pannelli fotovoltaici
  1. Leggendo il consumo medio annuale in kWh che appare nella prima pagina di ogni bolletta elettrica, va calcolato il valore giornaliero e da questo stabilire il numero di stringhe da installare in relazione agli obiettivi che si vuole raggiungere (percentuale di abbattimento della bolletta elettrica) e alle proprie finanze;
  2. Va considerato che il numero di stringhe sia di moduli FTV che di batterie possono sempre essere inseriti in modo graduale nel tempo.
    Per esempio: se nella nostra utenza si ha un consumo medio di 12 kWh giornaliero e s’intende raggiungere oltre il 90% di abbattimento dei consumi, bisogna installare 18 moduli da 250 Wp con una potenza totale di FTV di 4,5 kWp ed una copertura di circa 30 mq. Se ci si accontenta del 50% di abbattimento bolletta, basta installare una singola stringa con la possibilità nel tempo di aggiungerne un’altra senza modificare l’impianto.

 

    1. Identificare nel proprio stile di vita la quantità d’accumulo batterie AGM da inserire per avere autonomia dalla rete anche di notte
  1. Leggendo il consumo in fascia f2 ed f3 (serale e notturna) si può identificare lo stile di vita di una persona o come questa viva l’utenza. Ci sono utenti che vivono l’utenza di notte e quindi hanno bisogno di un accumulo più importante e ci sono invece utenti che di notte hanno consumi basilari (frigo, luci esterne, ecc.) e che quindi hanno bisogno di un accumulo più contenuto.
    Esempio: se di notte consumiamo mediamente 7-8 kWh il nostro accumulo dovrà essere tre volte tale valore, quindi 26 kWh, che corrispondono a 20 batterie da 12 V – 100 A ciascuna, per un totale di 24 kWh + 2 kWh interne alla macchina = 26 kWh;
  2. L’aggancio e lo sgancio dalla rete viene effettuato automaticamente dal software interno alla macchina e la scheda che lo gestisce è tarata con precisione in laboratorio. Si precisa inoltre che l’aggancio a rete serve solo per alimentare l’utenza e non serve a caricare le batterie. Le batterie sono caricate solo dalle fonti rinnovabili;
  3. Un’ulteriore stringa d’accumulo (sempre formata da 20 unità da 12 V) può essere aggiunta alla prima in un secondo momento, anche con capacità diversa.

 

    1. Altro componente importante dell’impianto è il quadro diodi e regolatore di carica

 

Quadro regolatore di carica Tale componente ha il compito di parallelare le stringhe di FTV installate (sino a 5 stringhe da 9 moduli da 250 Wp cadauno) e di sganciare il generatore qualora la tensione dell’accumulo superi una soglia ben precisa. Tale soglia è accuratamente tarata in laboratorio.

 

    1. Non di secondaria importanza è il contenitore del pacco d’accumulo

 

porta batteria
  • le 20 batterie poste tutte in serie non possono essere dislocate a terra o alla rinfusa sopra strutture di fortuna; devono necessariamente essere inserite in contenitori metallici rinforzati che ne garantiscano il buon funzionamento e soprattutto la sicurezza elettrica per l’utente. Le 20 unità da 100 A pesano circa 30 Kg ciascuna, per un totale di 600Kg + il peso della struttura rinforzata di contenimento. Quindi il luogo dove installare il pacco d’accumulo deve essere necessariamente adeguato a ricevere circa 700Kg in un mq di superficie. Il contenitore delle batterie può essere del tipo ad armadietto o a struttura aperta.
porta batteria
  • Il pacco d’accumulo deve essere posizionato vicino al quadro e alla macchina.

 

  • Dopo l’acquisto dell’impianto Ibrido, oltre al Riutilizzatore e alle altre componenti, vi invieremo le istruzioni e gli schemi di collegamento per l’assemblaggio.

 

In conclusione:
ci si può rendere indipendenti dalla rete anche senza la totale liquidità necessaria per comprare l’impianto completo. Questo lo si può fare in 3 step:

  1. si comincia acquisendo la macchina e quindi mettendo in sicurezza di stabilità e continuità l’utenza
  2. si continua con il pacco d’accumulo esterno
  3. ed infine con il fotovoltaico a stringa ed il quadro diodi e regolatore di carica.

Se il tutto lo si fa’ con passione e con l’obiettivo di essere autonomi energeticamente saremo i primi a darvi una mano in questa impresa.

Giuseppe De Santis